Spalla congelata: istruzioni per eliminare rigidità e dolore

Dott. Raffaele Tafanelli 328.8354291

Spalla congelata: istruzioni per eliminare rigidità e dolore

13 Agosto 2024 Senza categoria 0

La spalla congelata è una sindrome caratterizzata da rigidità dell’articolazione scapolo-omerale in tutti i piani dello spazio e dolore diffuso, soprattutto nelle prime fasi della presentazione clinica. Le cause sono ancora ignote, ma si sa che ci sono alcuni fattori di rischio come precedenti traumi contusivi alla spalla e periodi di immobilizzazione prolungata della stessa.

Il disturbo inizia in modo subdolo, infatti il paziente accusa una iniziale leggera rigidità, nelle attività della vita quotidiana che coinvolgono la spalla, come mettersi il reggiseno, prendere la cintura di sicurezza, pettinarsi o prendere un oggetto su uno scaffale. A questi sintomi subdoli consegue un blocco quasi totale nel giro di un mesetto.

Chiamata anche capsulite adesiva o spalla rigida.

Un tempo questo disturbo veniva diagnosticato col nome di “capsulite adesiva”, questo perchè si riteneva che fosse la capsula articolare, robusto manicotto connettivale che abbraccia le articolazioni sinoviali, ad infiammarsi e a retrarsi causando un blocco funzionale. Ciò è vero in alcuni casi, ma alcuni studi hanno dimostrato che pazienti con spalla rigida risultano essere con la spalla completamente libera da ogni impedimento, se mobilizzati in anestesia generale. Ciò suggerisce che la spalla rigida è un fenomeno molto più delicato e complesso di una capsula articolare che si restringe. Sembra essere coinvolto anche uno squilibrio del sistema nervoso e del tono muscolare basale durante il movimento.

Cosa fare in caso di spalla rigida ?

Vari sono gli approcci utilizzati per sbloccarla. Il mio particolare approccio prevede una preparazione del sistema vascolare della spalla, attraverso trattamento con tecarterapia ad alta potenza che andrà a ridurre la rigidità muscolare attraverso l’ipertermia endogena e l’iperemia conseguente e a preparare la spalla a manovre più impegnative, che a muscolatura fredda sarebbero davvero fastidiose. Subito dopo procedo per 15 minuti ad una lenta mobilizzazione nel quadrante superiore di spalla in posizione submassimale in modo da liberare l’articolazione da potenziali aderenze della capsula e fornire segnali in allungamento alla capsula. Gli studi attuali suggeriscono che l’incremento della mobilità di una articolazione è direttamente proporzionale al tempo che questa passa in end range, cioè nel fine corsa articolare. Il fine corsa articolare di un movimento combinato pone sicuramente in allungamento la capsula e questo fornisce segnali di meccano-trasuduzione che a loro volta provocano apposizione di collagene (proteina essenziale di tutti i tessuti connettivi come la capsula) lungo la linea di trazione tissutale. Ecco spiegato il perchè mobilizzo la spalla in posizione di quadrante (come in foto articolo).

Dopo averla sbloccata per un 50%, addestro il paziente a posizioni di esercizio Tert (total end range time) in modo che possa aiutarmi attraverso semplici posture che adotta a casa mentre riposa a “sbloccare la spalla”.

Cosa rischi se non prendi provvedimenti ora ?

Rigidità e dolore potrebbero peggiorare, togliendoti autonomia in tutte quelle che per te sono attività stimolanti. Quanto sei disposto a perdere in mobilità prima di intraprendere un percorso serio e strutturato di miglioramento, basato sulle più attuali evidenze scientifiche.

Per informazioni e per fissare il tuo primo appuntamento: 3288354291 Dott. Raffaele Tafanelli, fisioterapista specializzato in terapia manuale ortopedica

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